Sordello da Goito - Planh en mort d'En Blacatz

introduzione


Sordello da Goito, trovatore italiano in lingua provenzale, nacque agli inizi del sec. XIII e morì probabilmente nel 1269. Visse una vita avventurosa tra le corti padane e la Provenza dove “scrisse coble e sirventesi” e dove “ricevette grandi onori, un bel castello e una nobile sposa” come si legge nella sua biografia.

Tra le sue liriche più famose il Planh en mort d'En Blacatz e un poemetto didascalico, Ensenhamens d'onor.

citazione

Nel Canto 7 del Purgatorio l'anima di Sordello si esprime infatti come letterato ed uomo di corte, loda la fama di Virgilio (vv.16-18), spiega la legge del luogo e si offre di fare da guida nella valletta dei principi negligenti.

Nel presentarli tutti, dall'imperatore Rodolfo al feudatario, trova accenti di condanna per la decadenza della nuova nobiltà, riecheggiando i versi indignati del Planh:


Planher vuelh En Blacatz en aquest leugier so
ab cor trist et marrit; et ai en ben razo,
qu'en luy ai mescabat senhor et amic bo,
et quar tug l'ayp valent en sa mort perdut so;
tant es mortals lo dans qu'ieu non ai sospeisso
que jamais si revenha, s'en aital guiza no;
qu'om li traga lo cor et que n manio l baro
que vivon descorat, pueys auran de cor pro.
…............

Piango il signor Blacatz con un canto leggiero,
con cuore triste e cupo e ne ho ben ragione:
perché ho perduto in lui un signore e un amico
e tutto il suo valor nella morte è perduto.
E non lascia speranza, questo danno mortale,
di poter rimediare se non in tal modo:
che gli si strappi il cuore, e che tutti i baroni
ne mangino, ché son senza coraggio:
e ne avranno vantaggio.
…............


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